cinema

L'Africa al Lido di Venezia 7 min read

È già tempo di bilanci per la 83ª Mostra del cinema di Venezia che si chiuderà sabato 12 settembre.

Bilanci e previsioni per un’edizione anticipata da polemiche per la quasi totale assenza di film di registe, nonostante una giuria condotta da una donna, la regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, e composta dalla regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, il compositore e artista britannico Daniel Blumberg, il docente universitario italiano Francesco Casetti, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, la regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat, il regista e produttore hongkonghese Johnnie To.

Flebile la presenza... read more

Magellano 6 min read

Un giorno l’uomo bianco verrà e ci salverà.

Su questa credenza indio Lav Diaz costruisce la prima potente sequenza di Magellano presentato a Cannes in forma di poema o meglio di acid trip, come dice lo stesso Diaz. Anteprima di un film che potrebbe avere la durata di 9 o 10 ore e che in questa versione ridotta veicola, attraverso la potente interpretazione di Gael Garcìa Bernal, visioni ed emozioni più che informazioni.

L’uomo bianco è arrivato ma non per salvarci. Per conquistarci, colonizzarci, distruggerci, creando una frattura dentro di noi.

La prima immagine del... read more

Pacification 6 min read

Se posso fare a modo mio, Tetiaroa rimarrà per sempre un luogo che ricorda ai tahitiani cosa sono e cosa erano secoli fa.

Con questa affermazione Marlon Brando sembra anticipare i vaneggiamenti di De Roller, personaggio cardine del neo noir tropicale Pacification di Albert Serra.

Girato in 25 giorni a Tahiti durante il lockdown dell’Agosto 2021, Pacification è un film che disorienta, una storia assurda ambientata in un paradiso artificiale minacciato da misteriosi test nucleari. La flebile trama che richiama le atmosfere dei noir/thriller politici degli anni ‘70 gira ipnoticamente intorno a De Roller (Benoît Magimel) Alto... read more

Dao 6 min read

Interview with director Alain Gomis, who, with Dao, blurs the line between reality and fiction to tell the story of Gloria and her daughter through a stream of images set between France and Guinea-Bissau

Dao

Built upon the blurred boundary between reality and fiction, Dao draws us into Gloria’s life, immersing us in a flow where the funeral ceremony in Guinea-Bissau in honour of her father intertwines seamlessly with her daughter’s wedding in France. A film that seeks to fill the gap in the representation of a generation of Africans who are claiming the right to... read more

The Bride 5 min read

Intervista alla regista rwandese Myriam U. Birara che con The Bride indaga il Rwanda post genocidio mettendo sotto i riflettori i guterura, sequestri di ragazze a scopo di matrimonio che sono stati a lungo pratica comune.

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The Bride primo lungometraggio della regista rwandese Myriam U. Birara è ambientato nel 1997 e ha come protagonista Eva, una ragazza che sogna di diventare medico ma viene rapita e costretta ad accettare un matrimonio forzato con uno sconosciuto. Una pratica diffusa nel paese fino a tempo fa, nota col nome di guterura. Eva si trova a convivere con... read more

Soundtrack to a coup d'état 8 min read

La batteria di Max Roach ritma le parole di una promessa che appare in forma di scritte su schermo nero.

Venerdì le nostre donne andranno alle Nazioni Unite.

Ci alzeremo e resteremo in piedi.

A presto sorella. Appuntamento all’Onu, ore 8.30, Venerdì.

Sullo schermo appare Abbey Lincoln. Il suo canto è accompagnato dalla scritta

Nostro fratello Lumumba è stato ucciso in Congo.

Un duetto di Max Roach e Abbey Lincolm e la promessa di un gruppo di donne di incontrasi all’Onu per protestare contro l’uccisione di Patrice Lumumba. Inizia così il denso documentario di Johan Grimonprez... read more

Il cinema del reale di Boris Lojkine 5 min read

Intervista a Boris Lojkine

Incontro Boris Lojkine a Parigi nel Bistrot Au fil du vin nel X° Arrondissement qualche giorno prima di Capodanno. Scrivendo la recensione de La storia di Souleymane, mi ero imbattuta nei suoi due film precedenti Hope (2014) e Camille (2017) che formano con il suo ultimo film una trilogia “africana”. Tre film accomunati da un approccio documentaristico e da una drammaturgia precisa dove la suspense, il dramma, i dialoghi rispondono perfettamente ai dettami della finzione cinematografica senza tradire la realtà né fare cadere il racconto in quelle trappole (eccessiva retorica, improbabili sceneggiature o ricostruzioni dal... read more

La storia di Souleymane 5 min read

La storia di Souleymane di Boris Lojkine, premiato a Cannes 2024 nella sezione Un certain regard con Premio della Giuria e Premio per il Miglior Attore è il resoconto à bout de souffle di due giorni della vita di Souleymane, arrivato a Parigi dalla Guinea e in attesa del colloquio con l’Ofpra (l’Office français de protection des réfugiés et apatrides) che determinerà il suo destino, accettando o respingendo la sua domanda di richiesta asilo politico.

Sono 2 giorni cruciali perché Souleymane deve recuperare dei documenti da sottoporre alla Commissione per dimostrare la veridicità della sua storia. Per avere i documenti... read more

Hyènes, un western tropicale 4 min read

Ramatou e le amazzoni

Presentato in concorso ufficiale al Festival di Cannes del 1992, Hyènes segna il tormentato ritorno di Mambety al cinema.Se Touki Bouki era nato dall’urgenza di rivoluzionare il cinema attraverso il racconto del desiderio dell’Altrove di un’intera generazione, Hyènes nasce dall’ossessione di ritrovare Anta, «la ragazza che aveva avuto il coraggio di lasciare l’Africa e attraversare l’Atlantico da sola».

Fantasticando sul possibile destino della giovane donna, Mambety costruisce un nuovo personaggio partendo dalla sovrapposizione di due potenti figure femminili. La prima è una prostituta di Dakar, soprannominata da tutti Linguere Ramatou, che un... read more

Dahomey 4 min read

Orso d’oro a Dahomey, il documentario sulle opere restituite al Benin

Film Crew of Dahomey at Berlinale

Mati Diop ha vinto l’Orso d’Oro alla 74a edizione della Berlinale con Dahomey un documentario dedicato alla restituzione di 26 oggetti trafugati nel 1892 dal Regno del Dahomey (oggi Benin) dalle truppe coloniali francesi guidate dal Generale Dodds e conservati fino al 2021 al Musée de l’Homme ora Musée du quai Branly di Parigi.

Premiata da Lupita Nyong’o (Presidente di una giuria composta da Brady Corbet, Ann Hui, Christian Petzold, Albert Serra, Jasmine Trinca e Oksana Zabuzhko) la regista... read more

Touki Bouki 6 min read

Un film profetico. Bellissimo, sconvolgente e inatteso che ci fa dubitare di noi stessi.

Così Souleymane Cissé definisce Touki Bouki, primo lungometraggio di Djibril Diop Mambety, un film girato a Dakar nel 1973 che ancora risplende di un’attualità e di una lucidità sorprendente, soprattutto in tempi bui come quelli che stiamo vivendo.

Estatico, violento, divertente, sorprendente

lo definisce invece Martin Scorsese nella prefazione al libro Djibril Diop mambety o il viaggio della Iena, ricordando inoltre come il film sia uno dei primi restaurato grazie al The World Cinema Project.

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