Cinema

Dao 6 min di lettura

Intervista al regista Alain Gomis che con Dao supera il confine tra realtà e finzione per raccontare in un fiume di immagini tra Francia e Guinea-Bissau la storia di Gloria e della figlia

Dao

Costruito sul labile confine tra realtà e finzione, Dao ci fa entrare nella vita di Gloria, immergendoci in un flusso dove la cerimonia funebre in Guinea-Bissau in onore del padre si intreccia senza soluzione di continuità con il matrimonio della figlia in Francia. Un film che vuole colmare la rappresentazione mancata di una generazione di africani che rivendica il diritto di raccontarsi... continua

The Bride 5 min di lettura

Intervista alla regista rwandese Myriam U. Birara che con The Bride indaga il Rwanda post genocidio mettendo sotto i riflettori i guterura, sequestri di ragazze a scopo di matrimonio che sono stati a lungo pratica comune.

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The Bride primo lungometraggio della regista rwandese Myriam U. Birara è ambientato nel 1997 e ha come protagonista Eva, una ragazza che sogna di diventare medico ma viene rapita e costretta ad accettare un matrimonio forzato con uno sconosciuto. Una pratica diffusa nel paese fino a tempo fa, nota col nome di guterura. Eva si trova a convivere con... continua

Soundtrack to a coup d'état 8 min di lettura

La batteria di Max Roach ritma le parole di una promessa che appare in forma di scritte su schermo nero.

Venerdì le nostre donne andranno alle Nazioni Unite.

Ci alzeremo e resteremo in piedi.

A presto sorella. Appuntamento all’Onu, ore 8.30, Venerdì.

Sullo schermo appare Abbey Lincoln. Il suo canto è accompagnato dalla scritta

Nostro fratello Lumumba è stato ucciso in Congo.

Un duetto di Max Roach e Abbey Lincolm e la promessa di un gruppo di donne di incontrasi all’Onu per protestare contro l’uccisione di Patrice Lumumba. Inizia così il denso documentario di Johan Grimonprez... continua

Il cinema del reale di Boris Lojkine 5 min di lettura

Intervista a Boris Lojkine

Incontro Boris Lojkine a Parigi nel Bistrot Au fil du vin nel X° Arrondissement qualche giorno prima di Capodanno. Scrivendo la recensione de La storia di Souleymane, mi ero imbattuta nei suoi due film precedenti Hope (2014) e Camille (2017) che formano con il suo ultimo film una trilogia “africana”. Tre film accomunati da un approccio documentaristico e da una drammaturgia precisa dove la suspense, il dramma, i dialoghi rispondono perfettamente ai dettami della finzione cinematografica senza tradire la realtà né fare cadere il racconto in quelle trappole (eccessiva retorica, improbabili sceneggiature o ricostruzioni dal gusto... continua

La storia di Souleymane 5 min di lettura

La storia di Souleymane di Boris Lojkine, premiato a Cannes 2024 nella sezione Un certain regard con Premio della Giuria e Premio per il Miglior Attore è il resoconto à bout de souffle di due giorni della vita di Souleymane, arrivato a Parigi dalla Guinea e in attesa del colloquio con l’Ofpra (l’Office français de protection des réfugiés et apatrides) che determinerà il suo destino, accettando o respingendo la sua domanda di richiesta asilo politico. Sono 2 giorni cruciali perché Souleymane deve recuperare dei documenti da sottoporre alla Commissione per dimostrare la veridicità della sua storia. Per avere i documenti... continua

Hyènes, un western tropicale 4 min di lettura

Ramatou e le amazzoni

Presentato in concorso ufficiale al Festival di Cannes del 1992, Hyènes segna il tormentato ritorno di Mambety al cinema.Se Touki Bouki era nato dall’urgenza di rivoluzionare il cinema attraverso il racconto del desiderio dell’Altrove di un’intera generazione, Hyènes nasce dall’ossessione di ritrovare Anta, «la ragazza che aveva avuto il coraggio di lasciare l’Africa e attraversare l’Atlantico da sola».

Fantasticando sul possibile destino della giovane donna, Mambety costruisce un nuovo personaggio partendo dalla sovrapposizione di due potenti figure femminili. La prima è una prostituta di Dakar, soprannominata da tutti Linguere Ramatou, che un... continua

Dahomey 4 min di lettura

Orso d’oro a Dahomey, il documentario sulle opere restituite al Benin

Film Crew of Dahomey at Berlinale

Mati Diop ha vinto l’Orso d’Oro alla 74a edizione della Berlinale con Dahomey un documentario dedicato alla restituzione di 26 oggetti trafugati nel 1892 dal Regno del Dahomey (oggi Benin) dalle truppe coloniali francesi guidate dal Generale Dodds e conservati fino al 2021 al Musée de l’Homme ora Musée du quai Branly di Parigi.

Premiata da Lupita Nyong’o (Presidente di una giuria composta da Brady Corbet, Ann Hui, Christian Petzold, Albert Serra, Jasmine Trinca e Oksana Zabuzhko) la regista... continua

Touki Bouki 6 min di lettura

Un film profetico. Bellissimo, sconvolgente e inatteso che ci fa dubitare di noi stessi.

Così Souleymane Cissé definisce Touki Bouki, primo lungometraggio di Djibril Diop Mambety, un film girato a Dakar nel 1973 che ancora risplende di un’attualità e di una lucidità sorprendente, soprattutto in tempi bui come quelli che stiamo vivendo.

Estatico, violento, divertente, sorprendente

lo definisce invece Martin Scorsese nella prefazione al libro Djibril Diop mambety o il viaggio della Iena, ricordando inoltre come il film sia uno dei primi restaurato grazie al The World Cinema Project.

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